UNI/PdR 192:2026: conciliazione tra vita familiare e lavoro, una nuova opportunità per le imprese

Pubblicato: 27 Ott 2026

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Promuovere un equilibrio concreto tra vita professionale e vita familiare non è soltanto una scelta di responsabilità sociale, ma rappresenta un investimento strategico per le aziende. La nuova UNI/PdR 192:2026 offre alle organizzazioni un riferimento per strutturare politiche aziendali orientate al benessere delle persone, alla genitorialità e alla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro.

Che cos’è la UNI/PdR 192:2026?

La UNI/PdR 192:2026, pubblicata da UNI il 14 aprile 2026, definisce i requisiti di un sistema di gestione finalizzato a favorire la conciliazione tra vita familiare e lavoro.
La prassi nasce con l’obiettivo di supportare le imprese nella costruzione di un ambiente lavorativo più inclusivo e attento alle esigenze personali e familiari dei propri collaboratori.
Il principio alla base è semplice: le persone rappresentano una risorsa fondamentale per il successo dell’impresa e creare condizioni che consentano loro di conciliare responsabilità professionali e familiari significa investire sulla qualità dell’organizzazione aziendale.
La UNI/PdR 192:2026 permette quindi di superare una concezione del welfare aziendale basata esclusivamente su iniziative occasionali, introducendo un approccio strutturato, misurabile e orientato al miglioramento continuo.

Quali sono gli ambiti di intervento?

La prassi individua diversi ambiti sui quali le organizzazioni possono intervenire per favorire una migliore conciliazione tra vita familiare e lavoro.
Tra i principali:

  • Flessibilità organizzativa: introduzione di strumenti che consentano una gestione più equilibrata dei tempi e delle modalità di lavoro.
  • Sostegno alla genitorialità: iniziative a supporto della maternità, della paternità e del rientro al lavoro dopo i periodi di congedo.
  • Supporto ai caregiver: attenzione ai lavoratori che devono conciliare l’attività professionale con responsabilità di assistenza e cura dei familiari.
  • Welfare aziendale: sviluppo di servizi e strumenti che rispondano alle esigenze personali e familiari dei dipendenti.
  • Benessere organizzativo: promozione di un ambiente di lavoro inclusivo, attento alle persone e capace di valorizzare le competenze individuali.

L’obiettivo non è semplicemente introdurre nuovi benefit, ma costruire un modello organizzativo che tenga conto delle diverse esigenze dei lavoratori e favorisca condizioni di lavoro sostenibili nel tempo.

Come si ottiene la certificazione?

Per conseguire la certificazione UNI/PdR 192:2026, l’impresa deve implementare un sistema di gestione coerente con i requisiti definiti dalla prassi.
Il percorso richiede innanzitutto un’analisi dell’organizzazione aziendale, finalizzata a comprendere quali misure siano già presenti e quali aspetti necessitino di interventi di miglioramento.
Successivamente, l’azienda deve definire una politica in materia di conciliazione vita-lavoro, individuando obiettivi, responsabilità, risorse e modalità operative.
Un aspetto particolarmente importante riguarda la definizione di indicatori di prestazione (KPI), attraverso i quali monitorare l’efficacia delle iniziative adottate e misurare i risultati raggiunti.
Il sistema deve inoltre prevedere attività di monitoraggio periodico e un processo di miglioramento continuo, affinché le politiche aziendali possano evolvere in funzione delle esigenze delle persone e dei cambiamenti organizzativi.
La certificazione viene rilasciata da organismi di valutazione della conformità accreditati per la specifica prassi di riferimento.

Quali vantaggi per le imprese?

Adottare un sistema di gestione conforme alla UNI/PdR 192:2026 significa trasformare la conciliazione vita-lavoro in una componente concreta della strategia aziendale.
I benefici possono riguardare diversi aspetti dell’organizzazione:

  • Miglioramento del clima aziendale. Un ambiente di lavoro attento alle esigenze personali favorisce il coinvolgimento, la motivazione e la soddisfazione dei collaboratori.
  • Riduzione del turnover. Politiche organizzative più attente alla conciliazione possono contribuire a trattenere le competenze e ridurre la perdita di risorse qualificate.
  • Maggiore attrattività aziendale. Le imprese che dimostrano attenzione al benessere delle persone possono risultare più competitive nella ricerca e selezione di nuovi talenti.
  • Valorizzazione delle persone. La conciliazione tra vita familiare e lavoro favorisce un modello organizzativo inclusivo, nel quale le esigenze individuali vengono considerate nella gestione delle risorse umane.
  • Miglioramento della reputazione aziendale. L’adozione di politiche concrete di welfare e responsabilità sociale contribuisce a rafforzare l’immagine dell’impresa nei confronti di dipendenti, clienti e stakeholder.

Conciliazione vita-lavoro: da esigenza individuale a strategia aziendale

La conciliazione tra vita familiare e lavoro non dovrebbe essere considerata soltanto una necessità individuale dei dipendenti, ma una vera e propria leva di sviluppo organizzativo.
Le aziende che investono in questo ambito possono migliorare la propria capacità di gestire le risorse umane, favorire la continuità professionale e creare un contesto lavorativo più equilibrato e sostenibile.
La UNI/PdR 192:2026 rappresenta quindi un’opportunità per passare da interventi isolati a un sistema strutturato, nel quale le politiche di welfare diventano parte integrante della gestione aziendale.

Il supporto di CSConsulting

Per le imprese interessate a intraprendere questo percorso, CSConsulting offre supporto nell’analisi organizzativa e nella progettazione di sistemi di gestione orientati alla conciliazione tra vita familiare e lavoro.
Il percorso può partire da una valutazione iniziale dell’organizzazione, finalizzata a individuare le misure già adottate, le eventuali criticità e le opportunità di miglioramento.
CSConsulting affianca quindi l’azienda nella definizione degli obiettivi, nella formalizzazione delle politiche aziendali, nella predisposizione della documentazione e nell’implementazione delle attività necessarie per affrontare il percorso di certificazione.

Investire nella conciliazione vita-lavoro significa investire nelle persone, migliorare l’organizzazione e costruire un’impresa più sostenibile e competitiva.

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